GENOVA

Fondi della Lega, sentita la tesoriera dell’associazione Maroni Presidente



Tiziano Ivani

13 Gennaio 2020

Genova – Ha parlato per cinque lunghissime ore, durante le quali ha chiarito nei dettagli la situazione dei conti dell’associazione. Magistrati e investigatori della Guardia di finanza hanno ascoltato come testimone Federica Moro, l’attuale tesoriere dell’Associazione Maroni presidente, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto riciclaggio di parte dei 49 milioni di euro di rimborsi ottenuti dalla Lega Nord  falsificando rendiconti e bilanci durante la gestione di Umberto Bossi e Francesco Belsito. La Procura di Genova ha iscritto sul registro degli indagati Stefano Bruno Galli, attuale assessore lombardo alle Autonomie, membro della giunta di Attilio Fontana e presidente dell’associazione Maroni in liquidazione da un anno. Gli inquirenti ipotizzano che 450 mila euro, parte dei 49 milioni di rimborsi fuorilegge, siano usciti da un conto ufficiale del Carroccio in Banca Aletti nei primi mesi del 2013, per transitare sui depositi dell’Associazione Maroni presidente, poi rinominata anche “Lombardia in testa”, “Lombardia speciale” e “L’Autonomia per Fontana presidente”.

Dai conti correnti dell’associazione, con una serie di fatture emesse fino alla primavera 2018 e agli occhi dei pm Francesco Pinto e Paola Calleri gonfiate per mettere al riparo il denaro da futuri sequestri, il denaro è quindi finito nelle casse di due aziende nell’orbita leghista: Nembo srl (cessata un anno fa) e Boniardi Grafiche srl, quest’ultima per il 25% appartenente al deputato della Lega Fabio Massimo Boniardi (non indagato).  A dicembre era stato sentito  anche  l’ex tesoriere della Maroni presidente Luca Lepore: aveva detto che all’interno dell’associazione a prendere le decisioni erano i senatori Roberto Calderoli e Stefano Candiani (non indagati), oltre al presidente e assessore regionale Galli.

 

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