GENOVA

Libia, Haftar rinvia la firma dell’accordo per il cessate il fuoco a Mosca



Tutto rimandato. A Mosca il premier di Tripoli Fayez al-Sarraj ha firmato la bozza di accordo sulla tregua in Libia, mentre Khalifa Haftar, uomo forte dell’est del Paese, ha chiesto tempo fino a domani mattina. I due rappresentanti libici si sono recati nella capitale russa nell’ambito degli sforzi di mediazione congiunti di Russia e Turchia per trovare una soluzione al conflitto in Libia, ma non si sono incontrati direttamente: nei colloqui a porte chiuse, durati circa sette ore, si sono riuniti separatamente con rappresentanti diplomatici e militari di Mosca e Ankara. Oggetto di discussione: precisare i dettagli della tregua proposta da Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan e che è in vigore da domenica, nonostante diverse denunce di violazioni.

A fare il punto della situazione quando i colloqui sono stati aggiornati a martedì, è stato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, insieme all’omologo turco Mevlut Cavusoglu. «Spero che prenderanno una decisione positiva. I rappresentanti russi e turchi continueranno a offrire la loro assistenza», ha detto Lavrov riferendosi alla delegazione di Haftar. «Hanno un’opinione positiva del documento e hanno chiesto tempo fino a domani mattina per decidere», ha aggiunto. Del mancato incontro diretto Sarraj-Haftar aveva riferito qualche ora prima il capo dell’Alto Consiglio di Stato libico Khaled al-Mishri, citato da Al-Arabiya, spiegando che Sarraj si era rifiutato: «Ci siamo rifiutati di avere un incontro con Haftar. I colloqui a Mosca si stanno tenendo con Turchia e Russia».

La tregua mediata da Mosca e Ankara costituisce il primo stop nei combattimenti da mesi. Secondo indiscrezioni riportate da al-Arabiya, l’intesa prevederebbe il ritiro delle parti coinvolte nel conflitto, uno stop del dispiegamento delle forze turche e che il rispetto della tregua andrebbe supervisionato da Onu e Russia. Il capo di Stato turco Erdogan, nel suo incontro oggi con il premier Giuseppe Conte, si è detto speranzoso che l’esito della riunione a Mosca possa costituire la base della conferenza di Berlino. Conferenza alla quale parteciperanno sia Erdogan sia Conte e per la quale il governo tedesco ipotizza come data il 19 gennaio: «La conferenza di Berlino di certo non sarà la fine di nulla», ma «potrebbe solo essere l’inizio di un processo più lungo ed essenzialmente deve essere certo che gli interessi libici siano in prima linea», ha detto il portavoce di Angela Merkel.

La Libia è dilaniata fra due poteri rivali: da una parte il governo di unità (Gna) a guida Sarraj con sede a Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale, e dall’altra un potere a est incarnato dal generale Khalifa Haftar, che ad aprile ha lanciato un’offensiva per conquistare la capitale. Haftar è sostenuto da Arabia Saudita, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, tutti rivali regionali della Turchia e di un altro alleato del governo di Tripoli, il Qatar. La Russia ha contatti con entrambe le parti ma Tripoli accusa contractor russi di combattere a fianco di Haftar: rispondendo sabato a una domanda su questo, Putin ha risposto che, «se lì ci sono cittadini russi, non rappresentano gli interessi dello Stato russo e non ricevono soldi dallo Stato russo».

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