GENOVA

Murale per gli Ex-Otago a Marassi, la band: «Un misto di emozioni»



«Da oggi ancora di più daremo il sangue per scrivere canzoni nel segno della nostra città»

Beatrice D’Oria

13 Gennaio 2020

Genova – «Fa impressione, siamo emozionati, imbarazzati: un miscuglio di emozioni, ma ce lo meritiamo veramente?». Maurizio Carucci, frontman degli Ex-Otago, sorride orgoglioso davanti al murale che ritrae la band in corso de Stefanis, nella “loro” Marassi. Il quartiere che ha dato i natali al gruppo, che porta il titolo del loro penultimo album, li ha celebrati così, immortalando i loro volti sul muro di fronte alla Coop Il Mirto, svelato questa mattina alla cittadinanza.

«Mia madre viene a fare la spesa qui ogni giorno, dirà a tutte le amiche che quelli siamo noi, i suoi ragazzi – ride Simone Bertuccini, chitarrista – A parte gli scherzi, si tratta di un misto di emozioni davvero forti, ancora dobbiamo digerire questo omaggio».

E Olmo, Rachid, Simone, Francesco e Maurizio sembrano increduli, continuano a scattarsi selfie di fronte all’enorme disegno che da oggi regala un po’ di colore in più al quartiere dello stadio: i loro volti sono stati dipinti da Cheko’s ART, nome di punta della street art già autore del pilone della Sopraelevata dedicato alla memoria di don Gallo.

Gli Ex-Otago davanti al murale a Marassi (foto Pambianchi)

«È un momento magico non solo per noi ma per la musica genovese, la città ci sta gratificando e questo significa che se parli la lingua di Genova magari arrivi al cuore di qualcuno – conclude Carucci – Da oggi ancora di più daremo il sangue per scrivere canzoni nel segno della nostra città».

Momento d’oro per la band genovese: questa sera uscirà il loro nuovo singolo e il 15 febbraio il grande concerto “Belin che bravi!” all’Rds Stadium. «Affrettatevi perché mancano pochi biglietti – consiglia la band – Sarà una serata unica, ricca di ospiti, una serata dove «faremo l’amore con il pubblico». Per quest’anno niente Sanremo, ma da casa tiferanno I Pinguini tattici nucleari, Levante e Achille Lauro, «con cui l’anno scorso abbiamo legato in modo pazzesco».

Dopo le interviste è il momento delle foto di rito, tutti abbracciati sotto al murale che li celebra.

Foto: il murale a Marassi

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