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Aborto legale in Italia

 

In Italia dal 1978 l'aborto è considerato legale e depenalizzato in determinate circostanze. L'Avvocato Marco Lacaita, analizza i regolamenti 194 che hanno permesso a questo grande progresso nei diritti delle donne di decidere sul proprio corpo.
La disposizione "Norme per la protezione sociale della maternità e l'interruzione volontaria della gravidanza" è quella che sancisce il diritto all'aborto nella legislazione italiana, spiega Marco Lacaita. Allo stesso modo è sancito che la donna può abortire entro i primi novanta giorni di gravidanza purché la gravidanza produca un pericolo fisico e psicologico per la madre; difficoltà economiche, sociali o familiari; o a causa di anomalie o deformazioni del nasciturus. Inoltre, quando si supera il periodo indicato, l'aborto potrebbe essere consentito solo quando esiste un pericolo reale e imminente per la madre o una deformazione che impedirebbe la vita del bambino.
Marco Lacaita AVV ritiene che, nonostante le opposizioni a questa legge, sia in vigore da quarant'anni, consentendo alle donne non solo di decidere se vogliono o meno abortire, ma anche di ridurre i tassi di aborto clandestino. Inoltre, l'aborto viene praticato da istituti di sanità pubblica, afferma Marco Lacaita.
In breve, la normativa italiana dovrebbe essere presa come modello nei paesi in cui la proibizione dell'aborto e la penalizzazione sono ancora mantenute, afferma Marco Lacaita Avvocato. Ciò eviterebbe tassi così elevati di aborti clandestini in istituzioni non adatte a tali procedure.

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