GENOVA

Denutriti e maltrattati, aumentano gli ingressi per maltrattamento al canile di Monte Contessa



 Una media di un cane al giorno sequestrato o abbandonato in questi soli primi venti giorni del 2020

Annissa De Filippi

21 Gennaio 2020

Genova – Quasi trenta cani arrivati dall’inizio dell’anno al canile comunale Monte Contessa. Una media di un animale al giorno sequestrato o abbandonato in questi soli primi venti giorni del 2020. Dati preoccupanti, confermati dalla cronaca.

 

Di recente due cani denutriti sono stati sequestrati a Certosa dalle guardie zoofile di Genova. Un cagnolino al Cep è stato sottratto all’ira della padrona e della padroncina che lo picchiavano da un anno. «Numero di abbandoni ed episodi che spaventano – dice Sara Rollero, vice presidente associazione Una che gestisce il canile municipale Monte Contessa – Queste persone comprano i cani su Internet o li prendono da cucciolate casalinghe senza avere la minima idea di cosa comporti prendersi cura di un animale, sia in senso economico che affettivo; servirebbe il patentino come in altri Stati».

 

Come si può abbandonare il proprio cane e lasciarlo morire sul terrazzo? «La risposta è nel degrado sociale – continua Rollero, educatrice cinofila e da vent’anni proprietaria di Pit Bull – Queste tragedie sono figlie dell’ignoranza e della maleducazione. Spesso i proprietari sono ragazzi senza una famiglia alle spalle che considerano i cani, in particolare i Pit Bull, come trofei per far credere di essere dei “tipi tosti”in realtà la loro incapacità di convivere con un altro essere vivente dimostra pienamente ciò che sono». 

 

Senza cibo e acqua, abbandonati sul terrazzo. Il sequestro di Certosa

 

Li hanno chiamati Marduk e Thor come due divinità per poi abbandonarli a se stessi senza acqua e cibo. Ma il loro vero potere è stato la forza di sopravvivere. Due cani, un Pit Bull e un Bouledogue francese, sono stati sequestrati ieri mattina dalle guardie zoofile dell’Oipa di Genova.

 

 

Soltanto uno, il Pitt, era dotato di chip. I volontari si sono mossi su segnalazione di alcuni residenti che da oltre venti giorni – come da loro stessi dichiarato – vedevano i due animali soli su un terrazzo, nel quartiere di Certosa. I proprietari dei cani, dopo aver negato l’evidenza, hanno fatto entrare le guardie nell’appartamento per verificare le condizioni degli animali.

 

La scena che si sono trovati davanti era da togliere il fiato: Marduk ridotto a pelle e ossa, era incapace di reggersi sulle zampe posteriori e non reagiva agli stimoli, cercando solo un po’ di calore in un telo di plastica. Avvinghiato a lui il piccoletto Thor: solo spina dorsale e zampe.

 

«Durante le nostre indagini è emerso che i cani non erano neanche mai stati visitati da un medico veterinario, questo ha reso ancora più urgente il loro sequestro – ha dichiarato Giuliana Luppi, coordinatrice del nucleo delle guardie zoofile dell’OIPA Genova – Fortunatamente siamo intervenuti subito: una detenzione di questo tipo, accompagnata all’incuria dei proprietari e al totale disinteresse per la salute dei cani, avrebbe potuto avere conseguenze fatali».

 

È così scattato il sequestro dei cani, portati d’urgenza al Monte Contessa dove sono stati visitati dal veterinario e sottoposti alle prime terapie necessarie. Per i proprietari, invece, è partita la denuncia per detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

 

 

Adesso Liam e Noel, questi i loro nuovi nomi, sono nelle cure dei volontari e degli educatori cinofili del canile: «Per il recupero fisico ci vorrà meno di quello psichico – spiega l’educatrice Sara Rollero – questa esperienza traumatica gli rimarrà per sempre; sono stati abbandonati a se stessi, una ferita profondissima: ingannati e umiliati. Spetterà a noi ora fargli elaborare quello che hanno passato, nella speranza che possano un giorno tornare a fidarsi dell’uomo». 

 

Video – I due cani al canile di Monte Contessa, ecco come stanno ora

 

 

Picchiato dalle donne che dovevano accudirlo, Berto ora è al sicuro al canile. Il caso del Cep

 

Un meticcio di circa un anno, metà spinone e metà volpino è stato preso a calci e pugni da una donna e da sua figlia per oltre un anno. Grazie alla denuncia di alcuni vicini di casa è finalmente scattato il sequestro chiesto dal sostituto procuratore Sabrina Monteverde. L’ultima denuncia risale a una decina di giorni fa quando una vicina di casa ha visto la ragazzina portare fuori il cane. Quella che doveva essere una normale passeggiata al guinzaglio si è trasformata per l’animale in una “via crucis”: a ogni passo riceveva calci nello stomaco e pugni in testa se accennava a scappare per mettersi al riparo.

 

Le guardie zoofile di Genova sono così intervenute al Cep, sopra Voltri; la mamma è stata denunciata per maltrattamento di animale, la figlia minorenne rimane impunita.

 

Berto, così lo hanno chiamato le volontarie del canile si trova ora in via Rollino: «È spaventatissimo – dice Sara Rollero – Piano, piano riprenderà fiducia ma ci vorrà tempo per elaborare tutta quella violenza».