GENOVA

Gianni Rezza, l’infettivologo dell’Iss sul virus cinese: «Meno aggressiva della Sars. Gravità da approfondire»



Sei vittime accertate. Il numero delle persone contagiate sale a 77 per un totale di 300. E in Australia un uomo è in quarantena dopo essere tornato di recente da una visita a Wuhan

Letizia Tortello

21 Gennaio 2020

 

Roma – In Cina ed Asia è scattata la massima allerta dopo due nuove vittime per il virus misterioso, che alzano il bilancio totale a sei morti. Molti paesi asiatici stanno rafforzando i controlli contro la propagazione della malattia, che fa temere una crisi sanitaria mondiale. 

 

 

Qual è la sua aggressività?

«Non è ancora chiara l’aggressività clinica: sembra essere un coronavirus poco letale, ma occorre cautela, la gravità si capirà di giorno in giorno. Il focolaio riguarda la città di Wuhan: qualche centinaia di casi su 11 milioni di abitanti».

 

Perché ha subito ipotizzato che la trasmissione sia per con contatto diretto?

«Si capiva facendo i conti dei casi accertati: a Wuhan 13, 2 a Guandong, Sud del Paese, di persone che non hanno frequentato il mercato da cui potrebbe essersi diffuso il virus. Sono stati trovati pazienti malati a Pechino, Shanghai, Giappone, Corea e Vietnam. La probabilità è bassa che si formino focolai in luoghi lontani».

 

 

Siamo di fronte a una nuova Sars?

«È difficile dirlo, il virus condivide con lei l’80% del patrimonio genetico, ma sembra meno grave. Provoca febbre e polmoniti lievi, ma i casi letali paiono limitati. Se, come per la Sars, la sintomatologia sarà la polmonite, sarà abbastanza facile contenere il fenomeno con l’isolamento dei contagiati e la quarantena».

 

Come si trasmette?

«Per contatto umano piuttosto stretto, all’interno del nucleo familiare, in ospedale, tramite la saliva. Le parti sensibili sono vie respiratorie, occhi. Non basta il respiro a distanza, per intenderci. Si passa da uomo a uomo, ma il meccanismo, come speriamo, potrebbe non essere molto efficiente».

 

Che consigli dà ai viaggiatori?

«Di evitare viaggi a Wuhan, se proprio si deve partire lavarsi spesso le mani, evitare i luoghi affollati, mercati degli animali vivi. La mascherina può servire per chi si è infettato, per contenere l’emissione di goccioline di saliva, ma non è una protezione completa».