GENOVA

Rugby, 6 Nazioni al via il primo febbraio. Ecco l’Italia di Smith: «Sarà la più forte possibile»




La presentazione del “6 Nazioni”

Luca Bigi sarà capitano: «Giocatore di sostanza, perfetto per il nostro progetto»

Roma – Il sipario alzato sul 6 Nazioni,  al via il 1° febbraio, coincide con l’ingresso in scena di Petrus Francois Smith, 47 anni, sudafricano del libero Stato di Orange, Franco per chi lo ricorda giocatore e poi allenatore, sei anni, del Benetton Treviso. Il successore di Conor O’Shea parla un italiano perfetto, meta mai raggiunta dall’irlandese che ha lasciato con un triplo Slam alla rovescia: quindici partite nel Torneo, quindici sconfitte.

«Del rugby italiano conosco vizi e virtù. Si tratta di cambiare ma non scendo nei particolari, non voglio concedere vantaggi agli avversari. Sarà necessario lavorare su tutti quegli aspetti che si sono rivelati inefficaci».

Smith era stato assunto come allenatore. Dopo l’addio anticipato di O’Shea, ora all’Inghilterra con compiti organizzativi,  gli è stata stampata addosso l’etichetta di selezionatore a interim. La possibilità che tra qualche mese venga paracadutato dalla Nuova Zelanda un ct rimane reale. E non piacevole.

«Penso che per dare un nuovo volto a una squadra siano necessari sei anni o, come minimo, il ciclo che porta da una Coppa del Mondo all’altra. Nel caso, da qui al 2023. Ritengo sia questo il mo mandato, il mio impegno. Primo obiettivo: liberarsi del macigno che pesa addosso agli azzurri: 22 sconfitte di fila (prima della serie nera di O’Shea, anche Jacques Brunel aveva allineato un succedersi di rovesci; ndr).sono un peso insostenibile».

Rispetto al suo predecessore, Smith non promette la migliore Italia di sempre.«Solo la più forte possibile, pronta a calarsi in un 6 Nazioni della stagione post-mondale, sempre molto particolare» .

Prima novità, il capitano: Luca Bigi, quasi 29 anni, reggiano, tallonatore. Prima al Benetton, ora alle Zebre.«Giocatore di sostanza, perfetto per il nostro progetto, per un gioco che tornerà ad avere al centro la mischia, nel nome di basi solide, efficaci. Il possesso e il mantenimento sono canoni importanti, ma non si vince solo difendendo».

Bigi successore di Sergio Parisse, 142 volte azzurro.«Sergio non fa parte di questo gruppo ma ha l’esperienza necessaria per rientrarvi per quella partita d’addio che merita”. Più facile che l’omaggio sia il 14 marzo, contro l’Inghilterra, che il 22 febbraio, contro la Scozia, individuata per spezzare una lontananza dalla vittoria interna che sfiora i sette anni».

Ultimi successi di Smith, con i Cheetahs. Traduzione, i ghepardi. Veloci e imprevedibili. Il° febbraio, a Cardiff, contro il Galles dominatore nel 2019, prime prove, primi segni.