GENOVA

Sanremo, la Liguria chiederà l’esclusione di Junior Cally dal Festival. Raccolte 20mila firme




Genova – Non si placa la polemica che investe Amadeus, stavolta sulla decisione di far partecipare al Festival Junior Cally, finito nel mirino per aver composto testi per le proprie canzoni inneggianti alla violenza e allo stupro. Nel coro di critiche si aggiunge ora anche la Regione Liguria. All’unanimità il Consiglio regionale stamani ha approvato un ordine del giorno per chiedere alla Rai di «ritirare immediatamente l’invito al trapper romano Junior Cally a partecipare al 70/mo Festival di Sanremo».

 

Il documento, che vede primi firmatari il consigliere di Linea Condivisa Francesco Battistini e il capogruppo della Lega Franco Senarega, è stato condiviso da tutti i gruppi e impegna il presidente della Regione 

Liguria Giovanni Toti «a esprimere pubblicamente ferma condanna nei confronti dei messaggi violenti e sessisti diffusi nella produzione musicale del trapper». A «chiedere alla Rai che durante il festival non venga menzionato in alcun modo il trapper escluso ma venga trasmesso ogni sera un messaggio chiaro, forte e univoco contro la violenza di genere e le discriminazioni sessuali». Già ieri, il presidente Toti, su Facebook, aveva chiesto alla Rai un passo indietro: «Come Regione Liguria, partner istituzionale del Festival, esprimiamo condanna per le sue parole e riteniamo che si debbano prendere al più presto dei provvedimenti. L’odio verso le donne non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione artistica».

 

Petizione on line per l’esclusione: raccolte già 20 mila firme

In 24 ore ha superato le 20mila firme la petizione lanciata su Change.org da Carmen Cera a nome dei docenti del Liceo Scientifico Nicolò Palmeri di Termini Imerese per chiedere alla Rai di non fare esibire sul palco di Sanremo il rapper Junior Cally per i contenuti del brano e del videoclip di «Strega» da lui pubblicati 2 anni fa. L’appello cita il testo della canzone nella quale Cally utilizza un linguaggio «sessista, oltraggioso e pericoloso» («L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la maschera») e descrive le immagini del video, in cui il rapper «si muove minacciosamente di fronte ad una ragazza legata mani e piedi ad una sedia con un sacchetto sulla testa».  «Noi, con la sua esclusione dalla kermesse sanremese, ribadiamo – si legge nella petizione – che la violenza sulle donne deve essere combattuta pubblicamente ed esplicitamente soprattutto a livello culturale e che i media hanno in questo un ruolo fondamentale, affinché il lavoro quotidiano degli educatori non venga vanificato in nome delle leggi del mercato».

 

Tra coloro che hanno firmato non sono mancati gli sfoghi. «Poi ci stupiamo dei femminicidi? Sdoganare la violenza sessista dovrebbe essere reato, anzi è apologia subliminale di reato oltre che oltraggio morale alla dignità delle persone!» (Luigi C.); «Il canone lo pago anche io e non accetto che i miei soldi finanzino una cultura sessista e violenta» (Francesca L.); «È vergognoso che si faccia esibire un cantante con dei testi così aberranti in un tempo tanto segnato dalla violenza sulle donne» (Annamaria N.); «La libertà d’espressione non può significare la libertà di far male. Questo rapper volgare e cattivo incita a stuprare, insultare, schiavizzare. Va fermato in ogni modo» (Adriana S.); «Sono ferocemente indignato come cittadino e come contribuente, oltre che come educatore. Non possiamo tollerare simili messaggi!» (Pellegrino G.).

 

Salvini attacca la RaiNela querelle, dopo l’intervento di qualche giorno fa con un post giudicato inopportuno e sessista, Matteo Salvini chiarisce: «Io non me la prendo» con Junior Cally ma con «il signor Amadeus, pagato centinaia di migliaia di euro dai contribuenti italiani per selezionare il meglio della musica italiana. Col Signor salini pagato profumatamente per fare l’amministratore delegato della rai. non avete vergogna? Se uno sbaglia chiede scusa e torna indietro».