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“Pretendo il diritto di invecchiare, non sono ossessionata dalla bellezza” – Corriere dell’Umbria



“Io pretendo il diritto di invecchiare. Voglio fare ruoli che rappresentano la mia età, anche in futuro, e voglio essere credibile, non ricostruita. Non sono ossessionata dalla bellezza. Non ho mai pensato di farmi cambiare, cosa che purtroppo non succede a molti ventenni. E a loro mi trovo a dire: ’Eh no, con quei soldi della chirurgia plastica fatti il giro del mondo!’”. Così Carolina Crescentini si racconta in un’intervista a “Grazia”, il magazine diretto da Silvia Grilli, nel numero in edicola questa settimana. In tv Carolina è la protagonista di “Mare fuori” in cui è alle prese con i ragazzi difficili di un carcere minorile napoletano. Nella sua carriera l’attrice ha sempre scelto d’interpretare donne scomode e coraggiose perché, come spiega a “Grazia”, “ognuna di loro mi ha insegnato a difendermi da chi cerca di cambiarmi”. Carolina è sposata con il cantautore e musicista Francesco Motta, sei anni più giovane di lei. “E` la prima volta che sto con un uomo più piccolo di me, ma non sento il peso della differenza d’età. Abbiamo gli stessi riferimenti culturali. Ho provato, all’inizio, a provocarlo. Un giorno l’ho portato al Gianicolo e gli ho detto: ’Io qui ci venivo con il walkman (il lettore di audiocassette, ndr), sai che cos’è?’. E lui: ’Guarda che l’avevo anche io'”. Interpellata da Grazia se c’è ancora un pregiudizio su donne con uomini più giovani, spiega: “Sono talmente giudicata su tutto, che un eventuale giudizio in più non mi tocca. Certo, questa è una domanda che agli uomini non si fa, perché hanno la convinzione – data da noi donne per farli sentire forti – che invecchiando diventano più fascinosi, addirittura più belli. In realtà credo che gli incontri tra persone non vadano giudicati e se qualcuno ci prova, me ne infischio”.