GENOVA

Il Comitato tecnico scientifico: ingressi scaglionati per scuole superiori e università. Riorganizzare i trasporti



Un’aula di scuola (immagine di archivio)

Tra le indicazioni del Cts anche il potenziamento dell’attività di diagnosi e contact tracing

Roma – Ingressi scaglionati per scuole superiori e università ma al momento niente didattica a distanza, riorganizzazione dei trasporti locali con il coinvolgimento dei sindaci, potenziamento dell’attività di diagnosi e contact tracing con i medici di base e i pediatri, potenziamento della medicina territoriale attraverso il contributo della protezione civile. Sono queste, secondo quanto si apprende, le indicazioni emerse nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico che potrebbero essere adottate dal governo per frenare l’ondata di contagi. 

«Focolai al momento soprattutto all’interno delle famiglie»

«Il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito in data odierna per analizzare i nuovi indicatori epidemiologici e la valutazione di aspetti connessi alla prevenzione del contagio dal virus SARS-CoV-2 attraverso l’adozione di ulteriori interventi miranti al controllo dell’epidemia», si legge in una nota diffusa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. «Il Cts – si legge ancora -rimarca l’attuale incertezza relativa agli aspetti epidemiologici correlata alla circolazione e alla trasmissione del virus, pur nella consapevolezza che, attualmente, i focolai sono principalmente all’interno delle famiglie». 

Le valutazioni del Comitato tecnico scientifico

Il Cts – si legge nella nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – sottolinea l’esigenza di elevare al massimo l’attenzione sul rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e confida sulla corretta attuazione delle seguenti valutazioni:

– Nelle attuali condizioni epidemiologiche il Cts suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado.

– Un’importante criticità è rappresentata dal trasporto pubblico locale che non sembra essersi adeguato alle rinnovate esigenze, nonostante il Cts abbia evidenziato fin dallo scorso mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager.

– Assoluta e rigorosa azione di controllo sulle misure già più volte indicate dal Cts ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es. obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi).

– Il Cts raccomanda la coerenza della limitazione già prevista dalle norme vigenti relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione.

– Assoluta esigenza di tempestiva diagnosi, monitoraggio ed efficace tracciamento dei contatti attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, mediante azioni di reclutamento attivo potenziando i sistemi diagnostici (es. drive-in).

– Rafforzamento della medicina del territorio, eventualmente con il supporto del sistema nazionale di protezione civile.

– Incentivazione dello smart working sia nell’ambito del settore pubblico che in quello privato.

– Limitazione temporanea alla fruizione di eventi a grande aggregazione di pubblico (es. congressi, fiere, ecc.) ed altri assembramenti di persone spontanei o comunque organizzati.