GENOVA

Lezioni a distanza per il 75% nello Spezzino. Da oggi, uno studente su 4 sarà in aula



I dirigenti: «Ci sentiamo come sul ponte di una nave che beccheggia» 

Sondra Coggio

27 Ottobre 2020

La Spezia – Il Covid incalza, l’asticella della didattica a distanza continua ad alzarsi, e le scuole spezzine, nonostante le difficoltà, si adeguano. Scatterà questa mattina, per la gran parte degli istituti, la nuova formula integrata che prevede solo il 25% in presenza. I dirigenti avevano appena rifatto gli orari, basandosi sulla precedente richiesta del 50%.

Si sono rimessi al lavoro, incrociando classi e materie per far tornare tutto. E hanno ottenuto un giorno almeno, in più, per riuscire ad informare ragazzi e famiglie, evitando di far trovare la sorpresa già ieri. La mediazione, l’ha fatta l’ufficio scolastico provinciale.

«Sono intervenuto domenica – conferma il responsabile Roberto Peccenini – poi è stata pubblicata una nota che confermava il nostro orientamento, sul fatto di far decorrere la novità dal giorno successivo. Anche parlando con il prefetto era emersa questa linea di buonsenso. Il lavoro è complesso, per le scuole, si tratta di programmare e riprogrammare. Speriamo che ora l’assetto sia stabile. Finora, comunque, grazie all’impegno di tutti, la scuola si è svolta in modo ordinato, nonostante tutto».

Partito fra mille incognite, l’anno scolastico 2020 si sta rivelando difficile per tutti. «Le scuole spezzine di stanno adeguando rigorosamente alle norme – sottolinea Giorgio Vallone, delegata Cgil scuola – certo è che stiamo affrontando un anno scolastico tutto in salita. Si fa anche di più di quello che viene chiesto, mettendo al primo posto la salute dei ragazzi e del personale. È una situazione drammatica, lo vediamo tutti. Restando nel campo scuola, speriamo che non si vada ad un lockdown definitivo, perché la didattica in presenza garantisce altro, rispetto alla distanza, anche per motivi banali, di connessione. È tutta demandata alle persone, con gli strumenti che hanno».

Per i dirigenti, sono giornate di impegno non stop. «Abbiamo lavorato tutto il giorno – spiega Sara Cecchini, dirigente del Cardarelli – per garantire la nuova articolazione. Noi puntiamo su una scansione ragionata, distribuita sulle quattro settimane, con una settimana in presenza per tutti. Per alleggerire un po’ la pressione, si opera a rotazione. Le scuole sono sicuramente provate, ininterrottamente lavoriamo dalla scorsa estate, ma vogliamo farcela. Non vediamo l’ora che l’incubo sia finito».

Al liceo Mazzini, la dirigente Francesca Del Santo allarga le braccia: «Si parte col 75%, ci sentiamo come sul ponte di una nave che beccheggia. Comunque sia, ogni classe entrerà un solo giorno, per questo scorcio di settimana. Poi, a seguire stiamo studiando varie ipotesi, perché non è semplice. Il 75% è una percentuale difficile da applicare sui 5 giorni, non si è tenuto conto dell’articolazione dell’orario, nemmeno in termini di durata, visto che il provvedimento finirà di mercoledì, e rende ancora più impervia la strada». —