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Ospedale Spoleto, Tar dice no alla sospensiva chiesta dal Comune contro l’ordinanza Tesei – Corriere dell’Umbria



Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Comune di Spoleto contro l’ordinanza regionale con cui è stata disposta la conversione a Covid Hospital del San Matteo degli Infermi.

 

 

Il presidente, Raffaele Porenza, nel decreto pubblicato oggi, martedì 27 giugno 2020, ha fissato invece l’udienza per.la trattazione collegiale al 17 novembre prossimo. Nel provvedimento si spiega che “a sostegno dell’istanza parte ricorrente espone come le misure gravate provochino gravissime disfunzioni alle prestazioni sanitarie e fortissime reazioni delle popolazioni interessate (seppur come si precisa contenute in forme legali); il grave ed irreparabile danno paventato è riferito alla chiusura del servizio di pronto soccorso, derivante sia dalla deliberazione regionale che dal primo ordine di servizio emanato , entrambi impugnati; regionale predispone ed avvia un programma di riconfigurazione dell’ospedale di Spoleto come ospedale regionale dedicato all’emergenza coronavirus, sicchè la sua natura essenzialmente previsionale non appare suscettibile di arrecare un danno immediato al servizio di pronto soccorso, nelle more della trattazione collegiale della domanda cautelare.

 Questo potrebbe invece derivare, nello stesso intervallo, dal primo ordine di servizio (22.10.2020) della direzione sanitaria, ove si comunica la chiusura immediata seppur temporanea del pronto soccorso, seppur per le ragioni di pubblico interesse in essa esplicitate; tuttavia , la stessa direzione sanitaria, evidentemente “re melius perpensa”, con il secondo ordine di servizio 22.10.2020, si è preoccupata di contestualmente istituire il punto di primo intervento presso l’ospedale interessato nonché di potenziare i servizi di trasporto e l’attività del 118; pertanto tale provvedimento, sia pure non potendo (per oggettive ed evidenti ragioni) surrogare il pieno servizio di pronto soccorso, costituisce però una forte mitigazione del pregiudizio arrecato dalle altre misure impugnate, peraltro giustificato da una situazione di crescente e preoccupante emergenza epidemiologica da Covid 19, i cui ricoveri rappresentano in tutta evidenza situazioni da pronto soccorso; pertanto , anche nel bilanciamento tra le due assimilabili esigenze di ricovero, dai provvedimenti gravati non emerge complessivamente un pregiudizio per la collettività (rappresentata dal Comune ricorrente) tale da non poter attendere l’esame collegiale della domanda cautelare, previsto per il 17 novembre 2020″.