GENOVA

Sale cinematografiche al buio, il grido di allarme di Anec: «Aiuti subito o titoli di coda»




Una sala di cinema vuota, foto d’archivio

Passalacqua, presidente ligure Anec: «Nessun contagio in sala nel mondo». Servono ristori dal governo, ma anche locali: «Specie per chi paga l’affitto»

Silvia Pedemonte

27 Ottobre 2020

Santa Margherita – Schermi neri, ancora una volta. Sulla pagina Facebook del Cinema Teatro Centrale di Santa Margherita la foto di una mano tesa – che sembra un po’ salutare, un po’ chiedere aiuto – sbuca dai tendaggi rosso porpora con una scritta. Questa: «Cercheremo di resistere».

Provare a non lasciarsi travolgere dall’ennesima batosta. Anche se, ogni volta, è sempre più difficile. «C’è uno studio, a livello mondiale, che dimostra che nessun contagio è avvenuto all’interno di una sala cinematografica – afferma Alberto Passalacqua – ci siamo fermati nei mesi dell’emergenza, abbiamo riaperto con tutti i provvedimenti necessari e anche di più. Nonostante questo, non è bastato».

Alberto Passalacqua è presidente a livello ligure dell’Anec, l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema ed è alla guida delle sale cinematografiche di Santa Margherita (il cinema Centrale), Rapallo (la multisala Augustus) e di Sestri Levante (l’Ariston). «A livello economico, lo dico sinceramente, il Dpcm ci cambia poco la vita. Fra stare aperti e avere dieci spettatori al giorno e tenere chiuso del tutto non c’è una grande differenza – afferma, Passalacqua – a livello di impatto questo provvedimento è un ulteriore macigno che allontana ulteriormente gli spettatori dalle sale cinematografiche proprio nel momento in cui, piano piano, qualcosa iniziava a muoversi».

Il bilancio del 2020, già prima dello stop imposto dal Dpcm è drammatico: «Siamo a un meno 80 per cento rispetto al 2019 – spiega Passalacqua – e il 20 per cento per non arrivare al meno 100 per 100 è stato fatto solo nei mesi di gennaio e febbraio 2020». Così non va.

«Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già parlato di ristori, ma non basta. Abbiamo già preso contatti con il Ministero per provvedimenti specifici anche e soprattutto per quando si tornerà alle attività, con promozioni mirate. Un’azione che deve andare di pari passo con agevolazioni locali. Lo sgravio dell’Imu può servire se gestore e proprietario sono la stessa persona ma se, come nella stragrande maggioranza dei casi, il gestore è in affitto, serve la revisione dei canoni».

Il decreto per la riapertura dei cinema era arrivato il 16 giugno: Passalacqua come linea aveva scelto di ricominciare il primo luglio a “Santa”, a metà luglio a Rapallo e da agosto con l’Arena Conchiglia a Sestri Levante.

«Distanze, capienza di posti limitati, biglietti su prenotazione, igienizzazione continua. Abbiamo messo in atto ogni provvedimento e anche di più. Nessun caso si è mai sviluppato da un cinema: questo non è accaduto né nel Tigullio, né in Liguria, né ovunque. Nonostante questo, chiudiamo e per qualcuno questo stop ulteriore sarà la condanna definitiva: in diverse regioni d’Italia c’è chi ha già detto che non riaprirà più». La categoria non nasconde i timori: «Aiuti sia nazionali che a livello locale – dice chiaro, Passalacqua – serve questo, per andare avanti». Altrimenti, per qualche cinema, questo nuovo stop sarà l’anticamera dei titoli di coda finali.