GENOVA

Xiaomi Mi 10T Pro, la prova del Secolo XIX: prezzo “piccolo”, telefono grosso



La parte posteriore del Mi 10T Pro è specchiata e molto gradevole da vedere e da toccare

Abbiamo testato il nuovo top di gamma del colosso cinese della tecnologia: schermo super e hardware notevole, però in tasca si fa sentire

Emanuele Capone

27 Ottobre 2020

Genova – Incominciamo questa recensione a rovescio, da quello che non ci è piaciuto del nuovo Xiaomi Mi 10T Pro invece che da quello che ci è piaciuto: è grosso. Parecchio grosso, e pure pesante (più o meno 220 grammi) e nell’uso quotidiano queste dimensioni e questa massa si percepiscono. Questo non significa che non sia possibile utilizzarlo a una mano, ma solo che quando sta in tasca, nei pantaloni o in una giacca, si fa sentire eccome.

L’abbiamo notato spesso, nelle due settimane in cui l’abbiamo avuto in prova, dopo la prima, veloce “presa di contatto” fatta a Milano nel giorno della presentazione del nuovo top di gamma del colosso cinese della tecnologia: la versione che abbiamo usato come secondo telefono, affiancato a uno OnePlus Nord (qui la nostra prova), ha 8 Gb di Ram e 128 Gb di memoria interna super veloce.

Xiaomi Mi 10T Pro, che cosa ci è piaciutoL’altra cosa che abbiamo notato (fra i pregi, s’intende) è il maxi schermo Full Hd da ben 6.67”, addirittura con refresh-rate che può arrivare a ben 144 Hz: sempre una gioia averlo davanti agli occhi, sia che si guardino video sia che si scorrano le foto appena scattate con le 4 fotocamere posteriori, con quella principale dotata del sensore da ben 108 Mp già visto in passato sul Mi Note 10.

Da questo punto di vita, dopo 15 giorni di utilizzo, non possiamo che confermare le prime, buone impressioni: le immagini sono ricche di dettagli e dai colori ben definiti, anche se magari un po’ poco “carichi”. A questo però si può in qualche modo rimediare, eventualmente intervenendo sulla taratura del display: è una sorta di effetto placebo, ma può dare qualche soddisfazione.

Identico discorso per la dotazione hardware di questo Mi 10T Pro, equipaggiato con processore Snapdragon 865 5G con velocità di clock sino a 2,84 Ghz che lo rende fluido e reattivo in qualsiasi operazione, comprese le sessioni di gaming più intense, pure con i giochi più impegnativi dal punto di vista grafico.

E poi c’è il prezzo, che come sempre per Xiaomi (tranne forse per il precedente Mi 10) è uno dei punti di forza dello smartphone: al momento, il Mi 10T Pro parte da 599 euro, che è decisamente una cifra concorrezionale rispetto alle richieste di molti rivali, considerando l’hardware e lo schermo che ci si porta a casa.

La confezione del nuovo Mi 10T Pro

Il “gitantesco” Mi 10T Pro accanto a un Google Pixel 4A

Xiaomi Mi 10T Pro, che cosa (altro) non  ci è piaciutoDetto delle dimensioni, l’altro dettaglio che non abbiamo apprezzato dello smartphone è il sensore per le impronte digitali: non il suo funzionamento, sempre puntuale ed efficace, ma proprio il suo posizionamento. È sul lato, sotto al bilanciere del volume, e viene istintivo premerlo per riattivare lo schermo e poter così guardare l’ora o eventuali notifiche: se lo si fa col dito “giusto”, il telefono si sblocca anche se magari non era quella l’intenzione; se lo si fa col dito “sbagliato”, il telefono vibra e dopo qualche errore disattiva il sensore e chiede il codice di sblocco. Che è una cosa piuttosto fastidiosa.

Infine, qualche dubbio sulla batteria: è bella capace (ben 5000 mAh), sicuramente contribuisce alla massa complessiva dello smartphone ed è in grado di tenerlo acceso anche per un giorno e mezzo, pur con utilizzo intenso. E però abbiamo notato una scarica un po’ irregolare, con decadimento più rapido nella seconda metà, dal 50% in giù: è un problema che non si è presentato quotidianamente e anche potrebbe essere limitato al solo esemplare che abbiamo avuto in prova.